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Posted by:
g.nocera
06/01/2007 12.15
Ieri ho commentato la vicenda di Ashley solamente facendo rifermento ad un sentimento scaturito appena letta la notizia. Il giudizio che ho dato lo confermo nella sostanza, ma vorrei argomentare più razionalmente.
Sono convinto che l'unica cosa che giustifichi l'intervento sul corpo di una persona è una necessità terapeutica, ed inoltre si deve procedere facendo il bene del paziente, non un male, questo è un principio che trova le sue radici nel giuramento di Ippocrate e conferme nell'etica medica fino ad oggi - forse fino a ieri.
Nessn motivo terapeutico attualmente giustifica l'isterectomia e la rimozione delle ghiandole mammarie, solo motivi funzionali al benessere della bambina, ma ugualmente raggiungibili con un'adeguata assistenza e senza la necessità di mutilazioni. Neanche il rischio di una gravidanza successiva ad un abuso può giustificare l'isterectomia, come anche la rimozione delle ghiandole mammarie al fine di rendere Ashley meno appetibile. Invece di proteggerla, la si mutila, quasi punendo preventivamente lei.
Qualcuno ha obbiettato che nella situazione sanitaria americana non è pensabile un'adeguata assistenza ai genitori e dunque alla bambina, e che dunque la soluzione messa in atto sia la migliore. Secondo me questa argomentazione continua a far ricadere su Ashley responsabilità che non la riguardano.
Se tutto quanto è stato fatto viene giustificato anche dicendo che Ashley non soffrirà per gli interventi, non avendo lei piena coscienza di sé ribadisco che le si potrebbero anche amputare braccia e gambe, sarebbe il fine a giustificare i mezzi messi in atto, non considerando che si ha di fronte una persona, che merita rispetto e interventi conformi alla sua dignità.
Non intendo con questo giudicare i genitori di Ashley per quanto hanno fatto, ho letto che considerano la figlia una benedizione. Probabilmente non hanno saputo scegliere il vero bene, distratti da circostanze contingenti.
Copyright ©2007 Giovanni Nocera
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Ieri ho commentato la vicenda di Ashley solamente facendo rifermento ad un sentimento scaturito appena letta la notizia. Il giudizio che ho dato lo confermo nella sostanza, ma vorrei argomentare più razionalmente.
Sono convinto che l'unica cosa che giustifichi l'intervento sul corpo di una persona è una necessità terapeutica, ed inoltre si deve procedere facendo il bene del paziente, non un male, questo è un principio che trova le sue radici nel giuramento di Ippocrate e conferme nell'etica medica fino ad oggi - forse fino a ieri.
Nessn motivo terapeutico attualmente giustifica l'isterectomia e la rimozione delle ghiandole mammarie, solo motivi funzionali al benessere della bambina, ma ugualmente raggiungibili con un'adeguata assistenza e senza la necessità di mutilazioni. Neanche il rischio di una gravidanza successiva ad un abuso può giustificare l'isterectomia, come anche la rimozione delle ghiandole mammarie al fine di rendere Ashley meno appetibile. Invece di proteggerla, la si mutila, quasi punendo preventivamente lei.
Qualcuno ha obbiettato che nella situazione sanitaria americana non è pensabile un'adeguata assistenza ai genitori e dunque alla bambina, e che dunque la soluzione messa in atto sia la migliore. Secondo me questa argomentazione continua a far ricadere su Ashley responsabilità che non la riguardano.
Se tutto quanto è stato fatto viene giustificato anche dicendo che Ashley non soffrirà per gli interventi, non avendo lei piena coscienza di sé ribadisco che le si potrebbero anche amputare braccia e gambe, sarebbe il fine a giustificare i mezzi messi in atto, non considerando che si ha di fronte una persona, che merita rispetto e interventi conformi alla sua dignità.
Non intendo con questo giudicare i genitori di Ashley per quanto hanno fatto, ho letto che considerano la figlia una benedizione. Probabilmente non hanno saputo scegliere il vero bene, distratti da circostanze contingenti.
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